Abbattere le barriere di utilizzo dei sistemi automatici, grazie a soluzioni che si adattano alle
modalità di dialogo umane invece di costringere ad apprendere le loro logiche.
Semplicità e naturalezza nell'interazione, intelligenza nella gestione del dialogo e nella
proposta delle soluzioni, empatia emotiva con l'utente: gli elementi vincenti nella relazione
con la propria customer base sono fondamentali anche per applicazioni e interfacce, sempre
più delegate a gestire questo ambito su una molteplicità di canali.
Pensiamo alle complicazioni che incontriamo tutti i giorni, quando ci troviamo a interagire con i
sistemi computerizzati che dovrebbero aiutarci a fare qualcosa (per esempio usare la carta di
credito, aggiornare i nostri dati anagrafici sul sito del comune, prenotare una visita medica da
un sito di un ospedale).
Dobbiamo rassegnarci ad essere “accidental users” non soltanto della biglietteria automatica
del metrò, ma anche di molti altri potenti - ed a volte complicati – sistemi, sempre più spesso
in situazioni “nomadi” (via cellulare) o mentre stiamo in un luogo aperto e dinanzi ad uno
schermo (es. bancomat e servizi finanziari avanzati).
Dal punto di vista dell’individuo l’evolversi di tutti questi sistemi verso una interfaccia
univoca e più amichevole, come quella dei K-humans, potrà diventare lo
spartiacque tra i prodotti e servizi che saranno adottati e quelli che - nel tempo -
saranno destinati alla sostituzione.
Dal punto di vista delle aziende, i K-humans permettono di ottenere la
massima efficacia ed efficienza nelle interazioni con i miei interlocutori: clienti,
prospect o dipendenti che siano.